"a Cesare Benedetti che capisce la pittura, sente la forma e sa rendere il volume."

- Giorgio de Chirico -


La carriera pittorica di Cesare Benedetti, in arte Bené, ebbe inizio nel 1949, dopo aver appeso le scarpe da calcio al chiodo.

Nel suo lungo percorso artistico, ha conosciuto tanti artisti suoi contemporanei che gli hanno dimostrato stima e ammirazione per la sua professionalità e serietà.

È stato uno dei pochi artisti ammessi alla corte dei Grimaldi, Principi di Monaco, suoi illustri mecenati, dove ha eseguito vari ritratti, tra i quali quello della Principessa Grace, del Principe Ranieri III, della Principessa Carolina e di molti altri dignitari.

Sue tele si trovano in varie parti del mondo, Stati Uniti, Canada, Francia, Svizzera presso collezioni private, compreso il ritratto di Caroline Kennedy all'età di 4 anni.

Prediligeva, inoltre, ritrarre le "belle donne" facendone emergere femminilità ed eleganza.

Nell'ambito ecclesiastico, ha eseguito il ritratto di Giovanni XXIII, Papa Pacelli (Pio XII), Papa Montini (Paolo VI) e per ultimo nel 1979 in Vaticano, Karol Wojtyla (Giovanni Paolo II), guadagnandosi il soprannome di pittore dei Papi.

Il ritratto di Giovanni Paolo II, in particolare, è una meravigliosa opera alta due metri già esposta, tra l'altro, nella sala del Capitolo del Duomo di Treviso e presso la Chiesa di S. Agnese di Treviso.

Ma la sua arte non si fermava ai ritratti, infatti, a Bené piaceva rappresentare anche la natura ed in particolare i cavalli, di cui ha eseguito numerosi quadri ad olio e a carboncino. Amava talmente tanto questi animali da reinterpretare la famosa opera di Gericault, Derby di Epsom, raffigurando i cavalli in corsa ma senza i fantini e le selle che considerava come catene alla loro naturale libertà.

Bené è stato il primo artista ad allestire, nel 1989, una mostra pittorica presso la restaurata Cà dei carraresi a Treviso.

Nel 2007 alcune delle opere più importanti sono state esposte presso la casa natia del pittore, eccezionalmente aperta al pubblico.

Nel 2009 una delle sue opere, facente parte di una trilogia e raffigurante una Baccante, è stata scelta per accogliere le autorità alla Riunione Internazionale dei Ministri dell'Agricoltura G8.

Al mio Nini

Un dolce suon di violini,
un tremulo filo di luce dorata
riverbera su te, tesoro, in quest'ora calma.

Assorto sei fra le tue opere
e l'arte tua è al par della tua voce;
forte netta pastosa chiara, a me
tanto, tanto cara. 

Ogni segno che calchi sulla tela
è dolce sincero e puro
come l'anima e il cor tuo
che d'infinita bontà riflette
e la mia vita già d'allora
in ogni istante fa felice e indora.
Cala la luce calda,
taccioni i violini, un'opera è finita,
resta l'amore nostro, sublime 
e vivo oltre la vita.


Luciana Menegazzo